RECENSIONI

 

ANTONIO PAGLIUSO

Aveva dimenticato quel libro. Anzi, no. Lo aveva rimosso, lo aveva seppellito sotto quella vita che da ragazzo, anche lui, aveva definito “borghese”. Lo aveva rimosso in modo così radicale da non averlo mai letto. Lo aprì per sfogliarlo e dal volume caddero altre pagine. Fogli strappati da un quaderno, e questi se li ricordava, perché li aveva scritti lui. Eppure provenivano dallo stesso passato, dalla stessa distanza abissale. Anche il suo diario raccontava di un lui che aveva rimosso, nascosto.

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